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mercoledì 28 luglio 2010

Jean-Christophe Grangé: Il nuovo genio della letteratura Thriller-Horror!!!

Tutto accadde alcuni anni fa, era una notte buia e tempestosa, mi ero sdraiato sul divano pronto a trascorrere almeno un paio d’ore in compagnia di un buon libro, per la precisione “ Il volo delle cicogne” opera di tale Jean-Christophe Grangé; stanco dei soliti thriller a tinte horror made in Sthephen King o Dean Koontz aveva optato per uno scrittore francese ebbene quella scelta sconvolse i miei parametri di giudizio riguardo tutta la bibliografia dark: una mutazione di pensiero generata dallo straordinario talento letterario di Jean-Christophe Grangé!



Jean-Christophe Grangé nasce a Parigi, 15 luglio 1961, giornalista, scrittore e sceneggiatore francese.
Laureato in lettere alla Sorbona. Vincitore del premio Grinzane Cinema 2007 per il miglior libro da cui è stato tratto un film (I fiumi di porpora).


Bibliografia

• 1994 - Il volo delle cicogne (Le vol des cicognes)
• 1998 - I fiumi di porpora (Les rivières pourpres)
• 2000 - Il concilio di pietra (Le voncile de pierre)
• 2003 - L'impero dei lupi (L'empire des loups)
• 2004 - La linea nera (Le ligne noire)
• 2007 - Il giuramento (Le serment des limbes)
• 2008 - Miserere (Miserere)
• 2009 - L'istinto del sangue


Filmografia
• 2000 - I fiumi di porpora (Les rivières pourpres) - dal romanzo omonimo
• 2001 - Vidocq - La maschera senza volto (Vidocq) - co-sceneggiatore
• 2005 - L'impero dei lupi (L'empire des loups) - dal romanzo omonimo
• 2006 - Il concilio di pietra (Le concile de pierre) - dal romanzo omonimo
• 2011 - Miserere (Miserere) - dal romanzo omonimo, regia di Michele Placido


I fiumi di porpora (Garzanti 1999), un best seller internazionale tradotto in venti lingue, nel 2000 è diventato un film di grandissimo successo , diretto da Mathieu Kassowitz con Jean Reno e Vincent Cassel.





Il volo delle cicogne:





Louis Antioche viene assoldato da un misterioso ornitologo preoccupato dal mancato ritorno delle cicogne dall'Africa. Ben presto intuisce che dietro la scomparsa dei grandi uccelli migratori si nasconde una trama ben più inquietante. Deciso a risolvere l'arcano il giovane si trova coinvolto in un'incalzante avventura, costellata di morti misteriose e atroci mutilazioni. Questa frenetica rincorsa potrà fermarsi solo a Calcutta, nel cuore della tenebra.
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Il Giuramento:





Parigi. Nessun segno di colluttazione, blocchi di cemento legati in vita con il filo di ferro, la medaglia di san Michele stretta nella mano, come per proteggersi, e poi... un tuffo nel fiume. Sembrano non esserci dubbi: il poliziotto Luc Soubeyras ha cercato di uccidersi ed è solo un miracolo se adesso giace in coma in un letto d'ospedale.
Ma il comandante della Squadra Criminale Mathieu Durey, migliore amico di Luc dai tempi della scuola, non crede all'ipotesi del suicidio.Avrà così inizio un’indagine che condurrà Luc fino alle porte dell’inferno e se possibile oltre!
Le due opere letterarie appena citate, delle quali ho abbozzato la trama, costituiscono a mio parere gli esempi più lucenti della bravura di Jean-Christophe Grangé, ovviamente il mio è un giudizio del tutto personale, vi consiglio quindi di leggere anche tutti gli altri libri dello scrittore non ve ne pentirete!



I racconti di Grangè sono complessi, dettagliati, avvincenti, le storie raccontate dallo scrittore francese sono assolutamente originali, mai banali, opere partorite da una mente lucida, aperta, fantasiosa: le vite, le avventure dei personaggi di Grangè sono straordinarie ed anche quelli che sembrano avere esistenze più comuni sono chiamati ad affrontare esperienze così traumatizzanti da uscirne completamente modificati: l’uomo qualunque attraverso vicissitudini estremamente impegnative diventa assoluto protagonista, ad un eroe del bene, si contrappongono sempre figure negative, in alcuni casi veri e propri discepoli del male.
I personaggi sono raccontati con grande cura, individui che appartengono alle più diverse categorie sociali, Grangè si dimostra assoluto maestro nel tratteggiare le caratteristiche della personalità umana, nel sondare gli angoli anche più remoti dell’animo: durante la lettura capiterà di ritrovarvi a vivere le vicende del libro, proverete quelle gioie, quei dolori, quelle paure, assisterete agli orrori con gli stessi occhi del protagonista, magari vi capiterà di tentare la fuga da quelle pagine così emozionanti, crude, a tratti insostenibili, ma un attimo dopo sentirete forte il richiamo del racconto, proverete una terribile sete di verità. Rimarranno impresse nella vostra mente, diventeranno quasi tatuaggi indelebili sulla vostra pelle i volti, le gesta dei cattivi di Grangè, quegli omicidi compiuti usando tecniche al limite della realtà, in quei racconti farete la conoscenza di veri e propri scienziati del male, del dolore, della follia.
Gli scenari che fanno da sfondo alle storie di Grangè sono molteplici, tutti descritti con estrema precisione, le avventure che leggerete si svilupperanno attraverso vari continenti, città, villaggi, foreste, apprezzerete la descrizione dei costumi, delle tradizioni locali, scoprirete la storia di quei posti, respirerete gli odori, i profumi della natura, verrete sopraffatti dal caldo o dal freddo opprimente di luoghi vicini e lontani, sarete protagonisti insomma di un vero e proprio tour che vi condurrà tra capitali affascinanti ricche di storie e baraccopoli dove regnano regnano miseria e degradazione assolute.

In tutti i racconti di Grangè troverete la primordiale contrapposizione tra il bene e il male, sarete chiamati come lettori a confrontarvi con il male nella sua forma più assoluta, più arcaica, oppure con il male prodotto dall’uomo, dalle degenerazioni storiche dittatoriali, o ancora con il male causato dalle folli intuizioni scientifiche o culturali .
La scrittura di Grangè risulta estremamente scorrevole, non vi stancherete mai di leggere pagine seppur ricche di descrizioni particolareggiate, spesso quasi cinematografiche.


Concludendo considero Jean-Christophe Grangé il nuovo genio della letteratura nera, vi consiglio di acquistare uno dei suoi libri, aspettate che venga la notte, che il buio abbia inghiottito ogni cosa intorno a voi, accendete la luce sul comò e incominciate a leggere; dimenticavo, se mai doveste essere interrotti da un rumore sospetto proveniente dagli altri locali della casa niente paura o forse si…!



Alla prossima ragazzi e ricordatevi :” LA SPERANZA è UNA COSA BUONA , FORSE LA MIGLIORE E LE COSE BUONE NON MUOIONO MAI!..”

venerdì 23 luglio 2010

Martyrs





…Correre a perdifiato nella brughiera, a bocca aperta, respirando aria gelida che brucia i polmoni, correre ad occhi chiusi senza mai voltarsi, terrorizzati, stremati, coscienti che da un momento all’altro un predatore selvaggio ci raggiungerà e l’inferno avrà inizio…
Sareste disposti a vivere un’incubo simile?!...Coraggiosi!...allora siete pronti ad assistere alla proiezione di un incubo ben peggiore: MARTYRS.
La pellicola in questione Martyrs è datata 2008, il regista-sceneggiatore francese Pascal Laugier aveva diretto nel 2004 un altro film horror “SaintAge”, un’opera francamente non memorabile, nella sua seconda fatica cinematografica, invece, emerge inaspettato un talento straordinario. La trama di Martyrs è la seguente: tutto ha inizio con la fuga di una ragazzina da un mattatoio abbandonato e da qualcuno; il male, le atrocità subite in quel posto lasciano ferite profonde nell’ animo e nella psiche di Lucie, quest’ultima viene affidata alle cure di un istituto ed è lì, tra quelle mura, che nascerà un’amicizia profonda con Anna una ragazzina dolcissima.
Purtroppo l’affetto di Anna non sarà sufficiente a cancellare il passato, a rimuovere l’incubo malefico che alberga nella mente di Lucie: una volta cresciuta, diventata una giovane donna, quest’ultima porterà a termine la sua vendetta, recandosi nell’abitazione di una famiglia e sterminandola a colpi di fucile. Anna raggiunta l’amica disperata, cercherà di aiutare, di capire e solo allora l’inferno avrà inizio.

Diciamolo subito, Martyrs non è un film adatto alle persone facilmente impressionabili o ai moralisti benpensanti: stiamo parlando infatti di una pellicola che in Francia è stata vietata, durante i primi mesi di proiezione, ai minori di 18 anni, cosa che non accadeva da anni. Martyrs è un film da intenditori del genere Horror, da collezionisti oserei dire, se non avete alle splle una giusta cultura cinematografica a riguardo, lasciate stare, credetemi, non riuscireste a sopportare la visione, non riuscireste a capire.

Precisiamo subito una cosa: è sbagliatissimo pensare che Marytyrs appartenga a quel filone Horror che va sotto il nome di “TorturePorn”, non ci troviamo di fronte ad una pellicola tipo “Hostel” per intenderci, a quei film che fanno della tortura l’unico e vitale elemento della trama, tortura buttata lì tanto per soddisfare gli istinti voyeuristici più beceri, in Martyrs invece i momenti di tortura presenti non sono mai fini a se stessi. La regia rende omaggio alle prime opere del maestro italiano del’incubo Dario Argento, sono presente poi riferimenti visivi agli incubi di Clive Barker, messi su pellicola attraverso opere come Hellraiser. Tecnicamente parlando, l’uso della cinepresa appare estremamente virtuoso, coinvolgente e frenetico in alcuni momenti, documentaristico, asettico e distaccato in altri. Il trucco dei personaggi risulta convincente, ottimi gli effetti speciali, assolutamente all’altezza la recitazione degli attori, in particolar modo quella delle due attrici protagoniste (Morjana Aloui-Mylène Jampanoi) che riescono a dare ai loro personaggi spessore emotivo e presenza fisica. La colonna sonora è tagliente a tratti giustamente, insopportabilmente fastidiosa ed angosciante. Martyrs trasmette paura, angoscia, curiosità, lo spettatore fin dall’inizio viene catapultato in un universo triste, di dolore; nell’assistere alla proiezione non c’è tempo per prendere fiato, è una visione in apnea, le immagini sono crude, crudeli, chirurgiche, il ritmo costante, raggiunge dei picchi quasi insostenibili.


Pascal Laugier ci rende partecipi di una storia maledetta e mostruosa, attenzione non sto parlando solo di violenza e sangue, esistono sicuramente film orientali, pellicole come Nekromantic, Violent Shit ancora più duri, ma nessuna pellicola come Martyrs riesce a scavare così a fondo nella coscienza dello spettatore. Dopo aver visto questo film, il primo istinto sarà quello di fuggire, di dimenticare tutto quelle immagini, ma un attimo dopo ci si ritroverà ad interrogarsi, a riflettere, tentando di capire come sia stato possibile che esseri umani abbiano commesso simili atrocità.

Concludendo Martyrs è lo sbarco sulla luna del genere Horror, rappresenta un punto di arrivo e nello stesso tempo di partenza: una pellicola totale, complessa , che racchiude più filoni di un unico genere. Il significato profondo che si cela dietro le immagini crude ed indimenticabili di questo film appare abbastanza chiaro, ma non voglio influenzarvi, esprimendo la mia opinione, preferisco lasciarvi la più ampia libertà interpretativa.

Mi sento però in dovere, nel salutarvi, di donarvi un’ultima considerazione: viviamo tempi difficili, coscienti della complessità meravigliosa della vita, ognuno di noi è chiamato a compiere una scelta: essere semplici testimoni o diventare attori protagonisti della propria esistenza… μαρτύς (martýs-martirio) dal greco ovvero testimone.



Ciao a tutti, alla prossima e ricordatevi: “…LA SPERANZA è UNA COSA BUONA , FORSE LA MIGLIORE E LE COSE BUONE NON MUOIONO MAI!..”